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Sotto le Logge del Papa

Luogo | Siena – Italia

Anno |  2018

Progetto | Riccardo Butini

CollaboratoriGiulia Fornai,
Filippo Lisini Baldi

Fotografie | Bruno Bruchi, Filippo Lisini Baldi

 



 

Architettura temporanea per uno spazio espositivo.

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, commissionata per essere posta sull’altare maggiore del Duomo, sotto la grande cupola, è dipinta sulle due le facce.

Sul fronte rivolto all’assemblea è la Madonna in trono col figlio sulle ginocchia, circondata da uno stuolo di angeli e santi. Sul retro, l’altra faccia, rivolta verso il coro, sono dipinte scene della vita e della passione di Cristo, inquadrate in uno spartito geometrico. Per cogliere nel suo insieme il valore di quest’opera occorre osservare le due facce, scoprirne le due dimensioni.

Le “Logge del Papa”, dono di PIO II al ramo senese della propria famiglia, propongono un singolare innesto nella complessa morfologia del tessuto urbano medievale.
Un’architettura “leggera”, composta da tre campate aperte, delimitate sul fronte principale, rivolto al Palazzo Piccolomini, da una cancellata, ormai chiusa da anni.
Sopra la loggia, raggiungibile da una stretta e ripida scala compresa in un’intercapedine, si trova uno spazio nascosto, una sala affrescata dal quale si può osservare inosservati.

Il carattere delle due opere descritte confluisce nel progetto di uno spazio espositivo temporaneo da realizzarsi nell’antico monumento senese.
Lo spazio sotteso all’architettura di archi e vele, isolato e inaccessibile, si apre ora alla città.
Un’architettura temporanea, costruita completamente con doghe di legno imbiancato, è composta da un basamento-seduta a pianta rettangolare (tre quadrati) che risolve l’attacco con il suolo e da una struttura verticale, costituita da due “C” sovrapposte, posta al centro della composizione.
In alto, una “nicchia”, un tabernacolo o un trono che si rivolge, si mostra, all’esterno e accoglie un’immagine fotografica, “icona” contemporanea.
In basso, il suo doppio, una “stanza segreta” che si rivela solo a chi decide di entrare sotto la loggia.
Nella stanza la narrazione prosegue con immagini di piccole dimensioni disposte in una sequenza regolare.
Da qui, alzando lo sguardo, come attraverso una macchina per osservare, si offre allo sguardo un singolare frammento di paesaggio urbano

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