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Appartamento alla Lizza

Luogo | Siena – Italia

Anno |  2020-2021

Progetto | Riccardo Butini

Collaboratori | Giulia Fornai
                       Filippo Lisini Baldi

Fotografie | Marcello Mariana

 



 

 

Casa e città.

La smilitarizzazione della Fortezza avvia nel 1778 il processo di cambiamento di una zona, “né di vantaggio al servizio, né di decoro alla città”, che viene progressivamente trasformata in un luogo dedicato allo svago e al passeggio.

La Lizza, area paramilitare, di addestramento verso la quale si rivolgevano il retro e gli orti dei palazzi della strada di Camollia, vede un’importante trasformazione: con l’adattamento del giardino i palazzi vengono attratti in una nuova direzione, si riempiono gli orti e si completa una palazzata unitaria.” (C. Merlini, La tradizione del luogo)
L’abitazione, su due livelli, è originata dalla fusione di due precedenti appartamenti e si affaccia sui tre lati liberi del palazzo che si appoggia alle strutture più antiche, rivolte verso l’interno, sul tracciato urbano che attraversa l’intera città.
Le ultime rampe della scala comune, incorporate nell’appartamento, impedivano l’estensione della zona giorno, spazio di relazione e cuore della casa.
La demolizione parziale di un muro portante ha consentito la fusione dello spazio destinato alla scala con quello del soggiorno delineando una scena che tiene insieme figure poste su piani in sequenza, ricucita da un elemento orizzontale, puro, un parallelepipedo di ferro scuro e pietra serena: una seduta lineare, sospesa che sostiene l’intero palinsesto compositivo.
Ora la zona giorno avvolge e contiene la scala; su di essa si affacciano tutti gli ambienti della casa pur conservando, ove necessario, opportuna riservatezza.
Un “occhio” consente, forando la muratura, di osservare chi entra nella casa e in profondità di perdere lo sguardo nei giardini antistanti.
La prima rampa della scala, che dall’ingresso porta al nuovo sistema distributivo, è conservata, così come un piccolo frammento del vecchio soffitto a cannicci, riportato al colore originario, un azzurro chiaro, mentre il caposcala originale, è ricollocato all’ingresso del piano superiore, affiancato da un nuovo “gradone” dello stesso materiale.
Una grande lastra composita di pietra serena consente di risolvere con una piccole alzata le connessioni di quota con il piano dell’appartamento e lo sbarco delle due rampe della scala.
Qui si addensano, come in un crocevia, materiali e forme in cerca di una stimolante convivenza a sottolineare come tutto il progetto, “interno urbano”, dialoghi con la città antica.
Lo spazio della scala si arricchisce poi di un piccolo terrazzo, sosta, che anticipa l’ingresso al sottotetto e offre una lettura del soggiorno dall’alto.
Ai materiali tradizionali, intonaco, legno, cotto, si aggiunge il ferro naturale in lastre piegate col quale vengono resi leggibili alcuni elementi strutturali e della composizione.
Una teoria di pannellature e contenitori in legno laccato completano la composizione, integrando la richiesta funzionale della committenza e rafforzando una ricerca espressiva che guida l’intero progetto.

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